Quadro normativo

Agevolazioni fiscali:  art.3 Legge  n.193 del 22 giugno 2000 recante “Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti”, prevede la concessione di un credito di imposta alle imprese che assumono, per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno, ovvero semiliberi provenienti dalla detenzione, o che svolgono nei loro confronti attività formative.

Agevolazioni contributive: art. 4, Legge 381 del 8 novembre 1991 recante “Disciplina delle cooperative sociali”, prevede una percentuale di sgravio delle aliquote contributive dovute dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone detenute o internate negli istituti penitenziari, agli ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e alle persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno.

Agevolazioni fiscali

L’art. 1 Legge 193/2000, innanzitutto, prevede una diversa  agevolazione fiscale a favore delle imprese a seconda che i lavoratori detenuti o internati siano ammessi:

  • al lavoro interno o al lavoro esterno: lo sgravio per ogni lavoratore assunto, è fissato ad euro 520,00 mensili a decorrere dal 2014 e fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale;
  • alla semilibertà preceduta dalla detenzione: in questo caso l’agevolazione prevista per ogni lavoratore assunto è pari ad euro 300 mensili a decorrere dal corrente anno.

Al riguardo si osserva che: in passato, l’importo previsto era pari a 516,46 euro per ogni lavoratore assunto, senza alcuna distinzione. Le agevolazioni fiscali posso essere usufruite anche per i mesi successivi alla scarcerazione del lavoratore. Tale periodo di agevolazione viene distinto in:

  • 18 mesi, nel caso di lavoratori detenuti ed internati che hanno beneficiato della semilibertà o del lavoro all’esterno;
  • 24 mesi, nel caso di detenuti che non abbiano fruito di tali misure.

La condicio sine qua non per entrambi i casi è la stessa: l’assunzione deve essere avvenuta durante lo stato di detenzione. Nell’art. 6 viene introdotto anche un meccanismo di monitoraggio e controllo per l’erogazione dei crediti di imposta che consente di prevenire eventuali sforamenti rispetto alle risorse disponibili. L’art. 7, invece, stabilisce il limite massimo di spesa delle agevolazioni, in coerenza con le risorse finanziarie disponibili. Dal 2014, in assenza di ulteriori specifici finanziamenti, il credito d’imposta verrà concesso fino alla concorrenza di euro 6.102.828,00.

Agevolazioni contributive

Innanzitutto viene aumentata al 95 %, rispetto a quanto previsto nel precedente  decreto, la riduzione percentuale delle aliquote complessive contributive previste per le cooperative sociali. Anche le agevolazione contributive posso essere usufruite per i mesi successivi alla scarcerazione del lavoratore. Al riguardo, il comma 2 del menzionato articolo 8 riprende pedissequamente quanto già stabilito dall’articolo 4 del Titolo I per gli sgravi fiscali.

Occorre a questo punto precisare che:

  • lo sgravio contributivo a favore delle cooperative sociali per i lavoratori assunti in semilibertà è pari al 100%, trovando applicazione la disciplina dell’articolo 4, comma 3, della legge n. 381 del 1991;
  • l’aliquota scende al 95% per i 18 (o 24) mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione, applicandosi quindi la previsione dell’articolo 8, comma 2 del presente decreto.

Considerato che sono stati fissati gli importi massimi complessivi delle agevolazioni contributive, stabiliti in euro 4.045.284 per l’anno in corso e quelli successivi, si è voluto ulteriormente regolamentare la questione in modo da prevenire il rischio del superamento delle risorse stanziate e monitorare le minori entrate derivanti dall’applicazione degli sgravi contributivi, demandando all’INPS:

  • il riconoscimento delle agevolazioni contributive sulla base dell’ordine cronologico di presentazione delle domande da parte dei datori di lavoro;
  • l’esercizio di un adeguato controllo sugli effetti delle agevolazioni concesse.

Conclusioni

Come detto, l’intervento si è reso necessario per adeguare l’entità delle agevolazioni fiscali e contributive disciplinate da una normativa aggiornata al 2002, offrendo agli operatori un unico Regolamento che affronti entrambi le prospettive, sino ad oggi disciplinate da distinti decreti ministeriali.

Inoltre, vi è, poi, l’obiettivo di natura sociale posto dal Legislatore con la promozione dell’occupazione di soggetti detenuti (anche ammessi al lavoro esterno o alla semilibertà) e di favorire l’organizzazione del lavoro all’interno degli istituti penitenziari.

Vediamo dunque come nel medio/lungo periodo, l’intervento è anche indirizzato al reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati, prevenendo il rischio di recidiva nel reato.